La reincarnazione nei Vangeli

tarocchi

Condividi!

Nella nostra società, il tema della reincarnazione suscita sempre sentimenti contrastanti. La dottrina cattolica mette al centro la vita, intesa come evento unico e irripetibile. Pertanto, non concepisce seconde occasioni per perseguire la via della rettitudine: la salvezza può essere raggiunta solo qui e ora, e soltanto seguendo i precetti di Dio; in caso contrario, ad attenderci ci sarà la dannazione eterna.

 

Molte altre culture, attuali o passate, come quelle egizia, persiana, tibetana e induista, invece, poggiano il proprio credo sul concetto di reincarnazione. Eppure l’idea che l’anima possa migrare in un nuovo corpo dopo la morte non ci è così avulsa: non è necessario guardare lontano, scomodando antiche civiltà, per trovarne traccia. Per quanto nei Vangeli la parola “reincarnazione” non venga citata neanche una volta, si ritiene che la comunità ebraica di 2000 anni fa fosse tutt’altro che unita nel rifiutarne il concetto.

 

Gesù e la reincarnazione

Nel Vangelo secondo Marco 8, 27 - 33, Gesù pone una domanda ai suoi discepoli: "Chi si dice che io sia?". Il quesito è alquanto curioso e sembra nascondere una natura polivalente. Nel formularlo, Gesù presuppone che i suoi discepoli ne abbiano inteso il senso. Tant'è che questi gli rispondono: "Gli uni dicono che sei Giovanni il Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o uno dei profeti". Accostando l'identità di Gesù a quella di persone morte da tempo, questa risposta ci suggerisce come i discepoli credessero nella reincarnazione.

 

In un'altra circostanza, Gesù e i suoi discepoli si imbattono in un uomo cieco dalla nascita. Trovandoselo di fronte, i discepoli non possono fare a meno di chiedere: "Rabbi, chi ha peccato, quell'uomo o i suoi genitori perché nascesse cieco?". Ponendo una simile domanda, i discepoli rivelano le proprie convinzioni, secondo cui quell'uomo avesse già vissuto una vita precedente ed esternano i propri dubbi circa la possibilità che la sua cecità sia una punizione dovuta a peccati passati.

 

La legge ebraica del tempo riteneva che le disgrazie degli uomini derivassero da infrazioni alla legge di Dio o che, in alternativa, fossero sacrifici per espiare colpe altrui: per questo i discepoli chiedono a Gesù se il cieco stesse pagando per colpe non sue, ma dei genitori.

Gesù ribatte: "Non è che lui o i suoi genitori abbiano peccato, ma ciò è avvenuto affinché le opere di Dio si manifestino, cioè affinché, passandogli accanto, io possa guarirlo e il popolo possa credere in me".

 

Poi prosegue: "Vi è stato insegnato che agli uomini vengono imposte delle sofferenze per due motivi: o perché hanno commesso dei peccati, nel qual caso si puniscono da soli, o perché, pur non avendo commesso loro stessi degli errori, prendono su di loro il karma degli altri, sacrificandosi per evolvere. Esistono però anche esseri di una terza categoria, cioè quelli che hanno terminato la loro evoluzione, che sono liberi e che nessuno obbliga a tornare sulla terra. Spesso ritornano perché accettano di sopportare qualunque malattia, sofferenza o infermità, o addirittura il martirio, pur di aiutare l'umanità. Questo cieco fa parte della terza categoria: né lui né i suoi genitori hanno peccato, ma si è incarnato con quell'infermità affinché io lo possa guarire e tutti possano credere in me".

 

La vera identità di Giovanni Battista

I Vangeli riportano anche un altro esempio. Un giorno, Gesù scopre che Giovanni Battista si trova in stato di prigionia. Nel testo, la situazione viene descritta brevemente: "Gesù, avendo appreso che Giovanni era stato imprigionato, si ritirò in Galilea".

Dopo un certo periodo di detenzione, su richiesta di Salomè, figlia adottiva del re Erode, Giovanni viene decapitato.

 

In seguito all'episodio della trasfigurazione, avvenuto sul monte Tabor, i discepoli, rivolgendosi a Gesù, chiedono: "Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?". Gesù risponde: "È vero che Elia deve venire a ristabilire ogni cosa, ma io vi dico che Elia è già venuto, ma non l'hanno riconosciuto e l'hanno trattato come hanno voluto". Il testo prosegue: "I discepoli intuirono che parlava di Giovanni Battista". Questi versi affermano in maniera inequivocabile che Giovanni Battista non era altri che la reincarnazione di Elia.

 

Una prova decisiva a sostegno di tale tesi ci viene fornita da un passo del Vangelo di Luca, in cui un angelo appare a Zaccaria, padre di Giovanni Battista, per annunciargli l'imminente nascita di un figlio: "Camminerà diinnanzi a Dio con lo spirito e la potenza di Elia".

 

Perchè il profeta Elia si è incarnato in Giovanni?

La spiegazione ci viene fornita dalla storia della sua vita.

 

Elia fu contemporaneo del re Achab. Questi aveva deciso di abbracciare il culto del dio Baal, per onorare l'amata moglie Jezabel. Elia non lesinava pubbliche manifestazioni di disapprovazione e biasimo nei confronti della scelta del re di preferire un dio pagano al Dio d'Israele, preconizzando che una simile preferenza avrebbe causato all'intero paese una devastante carestia; evento che non tardò a verificarsi.

 

Quando ciò avvenne, il re Achab lo chiamò a sé e lo accusò di essere il solo e unico responsabile della piaga che stava devastando le sue terre. Elia ribattè: "No, ne sei tu la causa, perché hai abbandonato l'Eterno per rendere culto al dio Baal. Vedremo ora chi è il vero Dio. Ordina che si tenga un'assemblea di tutti i profeti di Baal sul monte Carmelo".

 

Elia e i profeti di Baal innalzarono sul monte due altari: uno per il Dio d'Israele; l'altro per il dio Baal. Entrambe le parti cercarono di stabilire un contatto con il proprio Dio, esortandolo e invocandolo affinché bruciasse gli altari. I profeti di Baal pregarono tutto il giorno, ma non ricevettero ascolto. A Elia, invece, fu sufficiente una sola preghiera al Signore per far prendere fuoco all'altare.

 

Uscito vincitore dalla contesa, Elia, gonfio d'orgoglio, fece scortare i 450 profeti di Baal presso un torrente, dove furono tutti decapitati.

 

Per questo motivo, quando si reincarnerà in Giovanni Battista, verrà a sua volta decapitato.

 

Matteo Amadei

Sono da sempre un ricercatore ed uno studioso di Tarocchi ed esoterismo. Fin da quando ero bambino le immagini magiche e oniriche dei Tarocchi mi facevano comprendere che esisteva un mondo diverso da quello che vedevo tutti i giorni; era un mondo fiabesco e fantastico nel quali potevi affrontare prove difficili e celebrare grandi vittorie. Poi, da adulto, mi sono reso conto che questo mondo straordinario rifletteva in realtà la vita di tutti i giorni; ecco, voglio renderti partecipe di questa grande avventura che sono i Tarocchi facendoti vivere pienamente la più meravigliosa di queste avventure: la tua Vita!

 

Condividi!

Leave A Response

* Denotes Required Field